«Scusi, arbitro: può cacciare mio padre?»

È di qualche giorno fa la notizia riportata sul Corriere della Sera della singolare richiesta di un giovane tennista. Tomic, esasperato dai commenti del padre – allenatore, chiede all’arbitro di allontanarlo.
Questa è una situazione particolare, ma quante volte ci è capitato di assistere a scene singolari, protagonisti i genitori, frequentando i circuiti sportivi più disparati?
È importante che i genitori sostengano i propri figli nella pratica sportiva soprattutto quando subentrano momenti di stanchezza (la scuola, la voglia di fare altro, …) o di difficoltà ( incomprensione con i compagni o con l’allenatore, difficoltà nel raggiungere i propri obiettivi, …).
È molto rapido varcare la soglia del “sostegno” ed ecco allora che padri e madri divengono di volta in volta tecnici, procuratori sportivi, team manager dell’atleta “ideale” nella loro testa più che genitori del figlio “reale” davanti a loro.
“Sostenere” vuol dire sollecitare i ragazzi a mantenere l’impegno preso, a dare sempre del proprio meglio, all’organizzare il proprio tempo, a favorire un rapporto di collaborazione con i compagni di squadra e la società. “Sostenere” significa accorgersi quando i propri figli manifestano segni di disagio fisico e mentale. In questi caso è importante confrontarsi con gli allenatori dei propri figli ed eventualmente rivolgersi ad altri professionisti, come ad esempio uno psicologo esperto in psicologia dello sport.
Il mondo dello sport richiede impegno ai giovani e alle loro famiglie, ma è uno spazio insostituibile per sperimentare e sperimentarsi, raggiungendo obiettivi che vanno al di là della prestazione e li accompagneranno per tutta la vita. E allora: buono Sport a tutti!

Dott.ssa Cinzia Leoni – Psicologa esperta in Psicologia dello Sport – Mantova